Echinacea e prevenzione al Covid-19

ECHINACEA e PREVENZIONE AL COVID-19

La minaccia di virus vecchi e nuovi richiede alle nostre difese uno sforzo senza precedenti.
L’echinacea (pianta erbacea perenne della famiglia delle Asteraceae, la stessa della margherita) è uno dei rimedi naturali più conosciuti e utilizzati per rafforzare il sistema immunitario e combattere le influenze stagionali. Un vero e proprio antibiotico naturale.

Numerosi studi hanno confermato che estratti di echinacea sono in grado di dimezzare il rischio di infezioni ricorrenti delle vie respiratorie, come bronchiti, tonsilliti, faringiti, riducendo la durata dei sintomi e le complicazioni. Sembra poi che l’echinacea aiuti in particolare persone stressate, con basse difese immunitarie. In questi casi agirebbe anche come tonico adattogeno, aiutando l’organismo ad aumentare la resistenza alle malattie e migliorando le performance.
L’echinacea è una pianta medicinale i cui principi attivi sono venduti in tutto il mondo per la prevenzione del raffreddore, dell’influenza e per le affezioni respiratorie. Già utilizzata dagli indiani nelle regioni temperate del Nord America, è uno dei protagonisti della fitoterapia moderna: è molto utile contro infiammazioni, malattie da raffreddamento ed escoriazioni della pelle. Ha fatto parte per secoli della medicina popolare dei Nativi che la utilizzavano ampiamente per cicatrizzare ferite e morsi di serpenti, e anche contro febbri, mal di gola, stati influenzali, dolori.
Esistono numerose specie di questa pianta dal bellissimo fiore violaceo ma solo tre sono dotate di proprietà terapeutiche, con le quali si preparano i fitochimici (attraverso l’estrazione in solventi acquosi o alcolici): Echinacea purpurea, Echinacea pallida (che hanno l’approvazione di utilizzo anche in campo medico) ed Echinacea angustifolia (il cui utilizzo è comprovato solo in campo erboristico). La prima, in particolare, è la più ricca di principi attivi immunostimolanti.
Molto usata in fitoterapia, dell’Echinacea si utilizza tutto: radici, rizoma e parti aeree (tra cui anche le foglie). Tuttavia, anche se tutta la pianta contiene sostanze attive, è la radice la parte più ricca di principi immunostimolanti.

Le sue proprietà farmacologiche sono imputabili a un’azione sinergica dei numerosi principi attivi.
L’echinacea contiene polisaccaridi capaci di attivare il sistema immunitario innato, prima linea di difesa del nostro organismo contro le infezioni.
• Contiene flavonoidi e derivati dell’acido caffeico (echinacoside, acido clorogenico), acido cicorico, polieni e alchilamidi.
L’acido cicorico e l’acido caffeico sono stati indicati come possibili vettori dell’attività antivirale.

Gli estratti di questa pianta hanno mostrato di possedere tre principali attività biologiche:
Attività immunostimolante: potenzia l’attività dei fagociti, e modula la produzione di citochine e altri mediatori dell’infiammazione.
Attività antiinfiammatoria e analgesica: l’echinacea agisce positivamente sulle mucose, si può utilizzare con successo in caso di tosse, di bronchite e in tutte le problematiche a carico delle vie respiratorie ma anche per infiammazioni urinarie (tipo cistite).
Attività antimicrobica contro virus e batteri: stimola le naturali difese del nostro organismo nei confronti di batteri e virus. Questa pianta ha effetti antivirali diretti su diversi tipi di virus che attaccano le vie respiratorie. Ricerche in vitro suggeriscono che estratti di echinacea hanno effetti inibitori sulla replicazione di virus del raffreddore e dell’influenza;
Le complicanze respiratorie causate dal coronavirus SARS-CoV-2 hanno in queste ultime settimane messo a dura prova il sistema sanitario mondiale. Quando si considera la prevenzione o il trattamento di infezioni virali del tratto respiratorio, i potenziali bersagli includono il patogeno ma anche la risposta immunitaria la cui sovra attivazione può essere causa di danni irreversibili al tessuto polmonare.
Benché siano diverse le evidenze che sottolineano la funzione antivirale di echinacea è al momento difficile concludere sul suo potenziale impiego clinico in regime di profilassi o terapia in infezioni causate da virus. Questo è particolarmente vero quando si prenda in considerazione il nuovo coronavirus SARS-CoV- 2, agente causale della pandemia COVID-19.
Tuttavia, una recente meta-analisi, effettuata su studi clinici con più di 2000 pazienti, ha comunque evidenziato benefici del trattamento con echinacea su infezioni ricorrenti del tratto respiratorio (Adv Ther 2015; 32:187-200.).
Questo dato suggerisce che la duplice funzione di echinacea relativa all’attività antimicrobica e a quella antinfiammatoria possa essere di beneficio nelle affezioni polmonari. Al momento non è dato sapere quali di queste due funzioni sia preponderante nel garantire i benefici osservati.
COME ASSUMERLA
Ci sono diverse possibilità: tisane/infusi, compresse o capsule con estratto secco, spray per la gola, tintura madre e tisana. Anche il dosaggio varia da caso a caso e anche a seconda del tipo di utilizzo: la prevenzione richiede dosaggi inferiori per un periodo più lungo di tempo mentre la cura della sintomatologia acuta necessita di dosi più elevate.
Tuttavia ci sono delle controindicazioni in presenza di malattie autoimmuni. Il suo potere immunostimolante, in questi casi è controproducente, dato che queste patologie sono determinate esse stesse da un’iperattività del sistema immunitario.
Inoltre, l’Echinacea può inibire l’azione di alcuni farmaci e si dovrebbe evitare quando si stanno assumendo farmaci di cui tra i più comuni: paracetamolo, econazolo, corticosteroidei, immunosoppressori, antitumorali inibitori della proteasi, inibitori nucleosidici, ciclosporine e altri. Non va utilizzata in bambini di età inferiore a un anno e in caso di gravidanza o allattamento.
In considerazione delle tre attività di echinacea, il suo impiego in profilassi in soggetti sani, allo scopo di modulare le funzioni del nostro sistema immunitario, non presenta contrindicazioni ed è sicuramente raccomandabile.